a cura di
Fe.Bo.Da.

Tutte le manifestazioni artistiche del paleolitico superiore hanno una caratteristica comune di sinteticità e di espressività tali da poter essere considerate autentiche opere d'arte nate istintivamente e mirate alla rappresentazione dell'azione.

Il cacciatore non avendo nozioni di anatomia degli animali ne percepiva e rappresentava solo il movimento di quell'istante, è così che dalle sue dita impregnate di colore nasceva : la massa lanciata nella corsa, il fremito delle narici, la curva che descrive il balzo, immagini fulminee, rapide, violente come la caccia!

Nel neolitico invece, l'uomo comincia a sperimentare un nuovo tipo di vita con nuove esigenze: diventa coltivatore e pastore, si aggrega in nuclei sociali ecco allora che le rappresentazioni diventano statiche con contorni precisi geometrici ,l'animale non balza più all'improvviso davanti allo sguardo ma vive tranquillo nel recinto ecco allora che è sufficiente per rappresentare l'animale un segno (per es. lunghe corna con zampe) che può essere ripetuto molte volte così a rappresentare un gregge o più precisamente una mandria; dalla ripetizione di questi segni nascono le ornamentazioni che andranno poi a decorare le suppellettili ormai necessarie per la vita di tutti i giorni.

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