17 Giugno 2002

Chiude il più grande allevamento di animali per la vivisezione?
Ancora decine di cuccioli Beagle verso la vivisezione?

 

Stefano Morini, il più grande allevamento italiano di cani e di altri animali destinati alla vivisezione, rischia finalmente di chiudere, dopo le battaglie animaliste di tanti anni. “La sorte di centinaia di cuccioli beagle rinchiusi nell’allevamento di Morini potrebbe presto concludersi felicemente” - dichiara entusiasta Walter Caporale, Presidente degli Animalisti Italiani-PeTA (la più grande associazione animalista al mondo che ha tra i suoi testimonial Paul McCartney e Pamela Anderson) - “grazie all’intervento del Comune di Reggio Emilia. La giunta della città ha infatti deciso di far adottare nelle prossime settimane dal Consiglio Comunale una variante al Piano regolatore che, al posto dei capannoni lager per migliaia di cani e di altri animali destinati alla vivisezione, prevede un’area residenziale e verde pubblico. Ma, soprattutto, l’allevamento di cavie per la vivisezione sarà vietato su tutto il territorio comunale. Ci risulta che, dopo i 56 cuccioli salvati a Bolzano nelle scorse settimane, sia stato sequestrato in Svizzera proprio ieri un nuovo carico di cani Beagle partito da San Polo d’Enza. Al momento nei capannoni dell’allevamento Morini - oggetto di una lunga ispezione dei Carabinieri e della Guardia di Finanza nei giorni scorsi - sono ancora presenti almeno 700 cuccioli di cane beagle, oltre a centinaia di altri animali: stiamo lottando per impedire il loro trasferimento nei laboratori di vivisezione e saremo al fianco della Giunta di Reggio Emilia in questa battaglia di civiltà. È vergognoso che nel 2002 vengano ancora usati i cuccioli di beagle per esperimenti psicologici o di fisiologia che comportano forti dolori, angoscia o sofferenze”. “Gli Animalisti Italiani della PeTA” - conclude Walter Caporale - “sono pronti ad adottare tutti i cuccioli beagle e gli altri animali presenti nell’allevamento di Morini, per garantire loro una vita dignitosa, serena e felice”. Invitiamo dunque i cittadini e le associazioni animaliste a partecipare alla manifestazione nazionale contro gli allevamenti per la vivisezione che si svolgerà SABATO 22 GIUGNO a Reggio Emilia (concentramento di fronte alla Prefettura alle ore 11:30, per poi proseguire verso l’allevamento Morini a San Polo d’Enza). Per informazioni sulla manifestazione: Nicoletta Ferrante (0521.2712.77 - 338.84.97.836).
COSA POSSIAMO FARE: - Gli Animalisti Italiani-PeTA vi invitano a scrivere, ad inviare decine di fax e a telefonare - anche ogni giorno, se possibile - per protestare contro l'allevamento di cani ed altri animali per la vivisezione da parte della ditta Morini, una delle più grandi d'Italia, da cui partono centinaia e centinaia di animali destinati ad esperimenti dolorosi. L'allevamento deve chiudere. Grazie alla mobilitazione degli animalisti e al Comune di Reggio Emilia, forse presto riusciremo a vedere la parola "CHIUSO" fuori da questo allevamento vergognoso. Potremo così salvare la vita ad almeno 700 cuccioli beagle che sono ancora rinchiusi in quell'allevamento, ed altre migliaia di animali rinchiusi nei capannoni. Gli animali devono essere salvati!

Ansa

30 Maggio 2002

56 cuccioli destinati vivisezione, salvi almeno per ora

 

Bolzano - È una vera e propria Odissea quella alla quale sono stati sottoposti 56 cuccioli di cane di razza Beagle, la stessa del celeberrimo eroe dei fumetti Snoopy, fermati durante un controllo di polizia a Fortezza, nella zona del confine del Brennero, mentre a bordo di un camion erano diretti verso la Germania

La destinazione finale sarebbe dovuta essere un laboratorio farmaceutico di Amburgo, dove i cuccioletti sarebbero dovuto essere vivisezionati per qualche esperimento scientifico. La polizia è riuscita per ora a metterli in salvo, ma sulla loro sorte non ci sono certezze ed è ancora possibile che nei prossimi giorni possano essere rispediti all'allevamento di origine, a Reggio Emilia, da dove, con tutta probabilità potrebbero essere riavviati verso il loro destino

La vicenda ha suscitato scalpore a Bolzano, dove in serata c'è stata una manifestazione di animalisti che hanno protestato contro la vivisezione, chiedendo la salvezza per i cucciolotti

Ci sono stati addirittura interventi dei partiti politici

Il tutto è cominciato in mattinata nel corso di un normale controllo di polizia sulla statale del Brennero, a pochi chilometri dal confine con l'Austria. A insospettire gli agenti sono stati i guaiti provenienti dall'interno del camion. I poliziotti hanno così scoperto il particolarissimo carico del veicolo: i simpaticissimi cagnolini, appunto, ridotti in pessime condizioni dato che il mezzo non era adatto per il trasporto di animali vivi. Immediatamente è stata fatta una multa al guidatore del mezzo, 4 mila euro, per la mancanza delle prescritte autorizzazioni sanitarie per il trasporto di animali

I cuccioli sono stati avviati al canile municipale di Bolzano e sembrava quasi che fossero stati 'graziati' dal loro destino finale. Invece nel pomeriggio è giunta la notizia che da Reggio Emilia l'allevamento di provenienza, la ditta Morini, stava già mandando un secondo mezzo per recuperarli e riportarli alla base

A questo punto è scattato in tutta la città il tam tam degli animalisti, che a decine si sono radunati attorno al canile municipale lanciando slogan contro la vivisezione e chiedendo la salvezza per i 56 piccoli Snoopy. Quando il camion dell'allevamento è arrivato a Bolzano era parso per un momento che la sorte dei cagnetti fosse segnata, ma c'è stato un altro intervento che ha prolungato, almeno ancora per un po', le speranze che tutti ormai nutrivano per loro

Il veterinario responsabile del canile, il dott. Oswald Lorenzi, ha sottoposto il mezzo ad un'accurata analisi per verificare se, stavolta, le norme che regolano il trasporti degli animali fossero state rispettate. Ed il giudizio è stato favorevole per i piccoli Snoopy: il sanitario, infatti, ha giudicato che l'impianto di aerazione del mezzo non è idoneo. E così, almeno per questa notte, i cucciolotti sono salvi

Nella vicenda ci sono stati anche alcuni interventi politici: davanti al canile, in una zona della città chiamata Sill, si è presentato il consigliere regionale di Unitalia Donato Seppi, annunciando un intervento urgente contro la vivisezione. E in serata si è avuto anche l'interessamento di Alleanza Nazionale

Una mozione già presentata in consiglio comunale chiede alla giunta di ''utilizzare le proprie competenze e ad attivarsi immediatamente presso gli organi competenti al fine di ottenere il sequestro cautelare dei cuccioli per motivi sanitari'' ed a provvedere all'acquisto dei 56 piccoli Snoopy, da donare successivamente ai cittadini che ne facciano richiesta

Sarà forse la via 'politica' - dunque - a salvare i cuccioli, divenuti ormai i beniamini della città.


Ansa

30 Maggio 2002

Scoperti cuccioli snoopy per vivisezione, multato camionista

 

Bolzano - Multa da 4 mila euro per un camionista scoperto con un carico di 56 cuccioli di cane Beagle, la razza alla quale appartiene anche il celeberrimo Snoopy

Secondo quanto accertato da un controllo della polizia a Fortezza, nella zona del valico italo-austriaco del Brennero, i cuccioli provenivano da un allevamento di Reggio Emilia ed erano destinati ad un laboratorio tossicologico di Amburgo in Germania, dove con tutta probabilità sarebbero stati vivisezionati per esperimenti scientifici

A destare i sospetti degli agenti sono stati i guaiti provenienti dal camion, fermato per un normale controllo. I poliziotti hanno così scoperto che i cagnolini erano trasportati senza che il camionista potesse mostrare le necessarie autorizzazioni sanitarie. Dai controlli, inoltre, sarebbe emerso che i cagnetti erano trasportati in gabbie eccessivamente piccole per la loro taglia e che il veicolo sarebbe stato privo delle attrezzature tecniche necessarie per il trasporti di animali vivi

Per il camionista, dunque, è scattata la multa e per i simpatici cagnolini è stata un'insperata liberazione in extremis. Tutti sono stati affidati al canile municipale di Bolzano.


Ansa

31 Maggio 2002

Salvi i cuccioli di Bolzano, magistrato ordina sequestro

 

Bolzano - Sono salvi almeno per il momento i 56 cuccioli Snoopy di Bolzano: il Pm Benno Baumgartner, sulla base di una denuncia per maltrattamenti di animali, ne ha disposto il sequestro cautelativo

I cuccioli che erano destinati alla vivisezione, dunque, potranno rimanere nel canile di Bolzano almeno finché sulla vicenda non si sarà pronunciato il Gip, che ha dieci giorni per convalidare il provvedimento del Pm

La denuncia era stata presentata stamani da Rudi Benedikter, un avvocato, consigliere comunale e noto esponete del movimento ambientalista in Alto Adige

Il canile di Bolzano, che si trova alle porte della città, intanto, è stato la meta di centinaia di persone giunte per vedere i cuccioli divenuti noti in poche ore per la loro commovente vicenda

Al canile si è recata stamani anche un'intera classe delle scuole magistrali di Bolzano.



10 Marzo 2002

«Cani 'torturati', aiutateci a curarli»

 

FANO - «Aiuto. Dopo tredici anni di servizio non sappiamo più come continuare una lotta che sembra già persa in partenza».

Claudia Carnaroli, responsabile del canile comunale di Fano e Simona Maroccini, presidente di Melampo, associazione di volontariato impegnata nella lotta al randagismo, allargano le braccia, unite dallo sdegno e dal senso di impotenza.

Sono loro, che di vicende crude e maltrattamenti ne hanno viste e sentite di tutti i colori, a lanciare un appello: «Ogni due giorni accogliamo cani ridotti in modo impensabile. Come Omar che pur trattandosi di un levriero afghano è stato abbandonato e trovato denutrito e spaventato a tre chilometri da Fano.
Pesa solo 13 chili dei 23 che dovrebbe: è giovane e si riprenderà. Ma quando ce lo siamo visti arrivare non credevamo ai nostri occhi. Messo malissimo anche Paco, solo uno dei tanti cani da caccia che affollano i nostri rifugi. Un cane ormai vecchio (e quindi inutile) che il padrone stesso ci ha lasciato. Sotto il collo il pelo non ricrescerà mai più perché la catena a cui è stato legato per chissà quanto tempo lo ha ferito irrimediabilmente. Davanti a fatti come questi lanciamo l'ultimo accorato invito alla collaborazione delle autorità che intensifichino i controlli. Sia per combattere la sofferenza di animali indifesi sia perché prevenire, intervenire prima che una situazione di degrado si aggravi porta con sè la diminuzione degli oneri da randagismo. Un appello lo rivolgiamo poi ai vertici delle associazioni venatorie perché ci aiutino a combattere l'abbandono. Aiutateci, da soli non ce la faremo mai».

Solidea Vitali Rosati



15 Marzo 2002

La vergogna
di quei lager
per cani

di Vincenzo Pardini

 

La realtà degli animali è sovente più tragica di quella degli uomini. La vicenda del canile di Arezzo ne è un esempio. Definito canile lager è forse qualcosa di peggio considerato che i «prigionieri» avevano poco spazio a disposizione e era convenzionato con ben 26 comuni, nessuno dei quali si interessava a cosa avvenisse nel «Lucky animals»: che alla lettera significa animali fortunati. C'è voluto l'intervento dei carabinieri del Noe (nucleo di tutela ambientale) per portare a galla una realtà che fa inorridire. In un racconto di Truman Capote una signora tiene gatti morti nel frigo; ce li tiene per affetto, non vuole separarsene. Il titolare del canile teneva invece le carcasse di due cani e due gatti in una cella frigorifera accanto a sacchi di cibo. Una scena di orrore, ma che purtroppo appartiene a questi nostri tempi, dove anche la morte viene sistematicamente dissacrata sia che si tratti di quella di animali sia che si tratti di quella di persone. I cani avevano come già detto poco spazio, s'azzuffavano fra di loro sbranandosi. E i sindaci dei 26 comuni e i loro collaboratori cosa facevano? Possibile che nessuno si sia mai interessato per sapere della condizione di questi ospiti «fortunati», visto che le amministrazioni pagavano per ogni soggetto tre euro al giorno? Sembra di no. Ecco perché siamo dinanzi a qualcosa di assai peggio di un lager. Gli uomini chiusi in un campo di concentramento riescono prima o poi a comunicare col mondo. Per gli animali è assai più difficile. Questa la vergogna e lo schifo del «Lucky animals».


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