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10 Marzo 2002

Animalisti in Campidoglio
"Aprite subito il canile municipale"

Protesta degli animalisti in Campidoglio «contro le gestioni private di canili trasformati in prigione». I responsabili delle associazioni esortano: «Il Comune apra il suo centro di accoglienza per i cani». Ma la delegata del sindaco per i Problemi degli animali, Monica Cirinnà, non ci sta: «Hanno sbagliato indirizzo. Sotto la sede della Regione dovrebbero protestare».
Perché? «Dalla Regione dipende il Servizio veterinario della Asl Rm D che dopo cinque anni di incontri, riunioni, consulti tecnici, tiene ancora bloccata l'inaugurazione del nuovo canile». «Noi siamo pronti», continua. «La parte nostra l'abbiamo fatta acquistando, per esempio, mobili e attrezzature sanitarie, per 800 milioni, sui quali ci si chiede ora una penale perché ancora in deposito. Pensavamo di trasferirli nel nuovo canile sabato prossimo, ma anche questa speranza è caduta sotto i cavilli procedurali che avanzano da quel Servizio». «Ora, ci si spiega, mancherebbe lo scarico del gas agli impianti di anestesia delle sale operatorie e un tombino di un corridoio non sarebbe in regola». Ma probabilmente Cirinnà, con i contenuti, non vede di buon occhio neanche la protesta in sé: «Le organizzazioni animaliste più rappresentative, dalla Lega antivivisezione alla Peta, dall'Associazione volontari dei canili di Porta Portese alle Code felici, all'Associazione romana cura animali, si sono raggruppate nel Coordinamento del volontariato animalista, interlocutore costante dell'Amministrazione».
La replica: «Abbiamo chiesto anche alla Regione di fare la sua parte. Vorremmo solo ricordare che i rimpalli di competenze fanno male anche agli animali».
(carlo picozza)



10 Marzo 2002

La denuncia dell'Ente protezione animali
Canile lager "Per la Usl era in regola"

La situazione disastrosa del canile lager era stata ripetutamente segnalata all'autorità sanitaria pubblica, ma il servizio veterinario della Usl aveva ritenuto che tutto fosse in regola. Lo denuncia l'Enpa (ente nazionale protezione animali) a proposito del canile lager convenzionato con 26 Comuni, che a Terranuova ospitava 220 animali in condizioni disastrosi: «Malnutriti scrive Enpa senza possibilità di muoversi fino a paralizzarsi o a sbranarsi per mancanza di spazio vitale». L'Enpa esprime solidarietà all'associazione «Amici del cane e del gatto», che con una propria denuncia ha provocato l'intervento dei carabinieri del Noe e poi attacca: «E' bene che anche la Regione prenda una seria posizione per risolvere il gravissimo problema che riguarda la facilità con la quale chiunque può iscriversi all'albo regionale del volontariato e stipulare così convenzioni con i Comuni». Per il Valdarno l'Enpa auspica la realizzazione del canile di consorzio tra i Comuni, sostenuto da 7.000 firme. «Da tempo sono scaduti i termini di legge per realizzare questi canili e per quello del Valdarno l'Enpa ha messo a disposizione 258.000 euro». A tal proposito dall'Unione amici del cane e del gatto di Firenze viene la richiesta di convocazione di tutti i sindaci del Valdarno coinvolti per poter finalmente affrontare il problema della costruzione del canile in tempi brevissimi. «Non permetteremo afferma l'Enpa che domani sia dimenticato ciò che oggi fa notizia. Daremo voce alla sofferenza degli animali, inflitta nel disprezzo della legge e nell'indifferenza delle istituzioni».



10 Marzo 2002

A Piana di Valdagno nessuna traccia di una coppia di esemplari da slitta:
per il proprietario sono stati rapiti

Ancora misteriosi furti di cani di razza

Spariti due samoiedo. Si conferma l’allarme dell’Enpa di Schio

di Giannino Danieli

 

Misteriose scomparse di cani. I casi in città sarebbero sull'ordine di qualche decina, tutti animali di grossa taglia, qualcuno con pedigree. Alla caserma dei carabinieri, per il momento è arrivata una denuncia di smarrimento, ma con forti sospetti sull'azione della peggiore specie di malintenzionati, e qualche altra segnalazione. Gente senza scrupoli che potrebbe usare i cani per la vivisezione oppure per ricavarne pellicce.
A Piana, da una decina di giorni, manca una splendida coppia di "samoiedo", classici cani da slitta con una stazza molto più sviluppata degli "husky" e con un pelo abbondante e voluminoso. Kiro, maschio di due anni e mezzo, e Luna, un anno e mezzo, hanno un pelo bianchissimo e folto. Nella famiglia Bertoldi erano arrivati da cuccioli; li aveva portati Mirco, figlio di Guglielmo, ora in Tunisia per lavoro. Kiro e Luna (che è stata sterilizzata) hanno rappresentanto subito qualcosa di molto speciale, non solo per i due coniugi ma anche per i nipoti e i loro piccoli amici. «Mi hanno rubato Kiro e Luna -spiega disperato Guglielmo Bertoldi e la moglie accanto a lui è ancora più sconvolta - ed è come se mi avessero tolto due figli. No, i miei cani non sono fuggiti. Sono sicuro che qualcuno, mosso da squalidi propositi, ha approfittato di un’occasione favorevole per appropriarsene».
Guglielmo ricorda che in questi due anni ed oltre è successo sì che i due cani si allontanassero, ma mai più di mezzora, per fare poi ritorno. «Amiamo molto gli animali - spiega Guglielmo - qui avevano trovato ampio spazio dove poter correre. E come non bastasse c'era un amico di famiglia che li portava a fare delle lunghissime passeggiate».
Kiro e Luna, insomma, erano circondati da tanto affetto che potevano considerarsi proprio cani felici. Ai padroni ora mancano gli scherzi, che combinavano: scarpe fatte scomparire da casa e nascoste in giardino, bottiglie di plastica che cambiavano posto e altre furberie.
«Con quel pelo così lungo e bianco e quella stazza considerevole - conclude Guglielmo Bertoldi - poi, non era possibile non notarli. Abbiamo bussato da vicini di casa, da amici, nelle vicine fattorie, nei canili, ci siamo rivolti al personale dell'Ulss e in ogni altro luogo possibile. Nessuno li ha notati e questo è molto strano». La famiglia Bertoldi lancia un appello: in caso di avvistamento chiede di telefonare allo 0445.430420.
Su questa sparizione, come su quelle di cani in zone vicine, incombe l’incubo di uccisioni indiscriminate. È già capitato anche a Schio, da dove la responsabile dell'Enpa mette in guardia i proprietari di quattro zampe, nel tentativo di evitare fatti analoghi. «Gli episodi poco chiari verificatisi consigliano di stare molto attenti - spiega Silvana Gavasso - Sarebbe molto utile anche una telecamera all'esterno dell’abitazione. Basterebbe cogliere con le mani nel sacco chi si rende responsabile della sparizione degli animali, per scoprire che fine facciano. Mi appello a chi assiste di persona ad episodi di illeciti o di violenza sui cani: fatevi coraggio ed avvisate noi oppure i carabinieri».


10 Marzo 2002

Canile, derby tra animalisti

Un'associazione dalle prime segnalazioni alle accuse, un'altra lo difende

 

TERRANUOVA - La denuncia era sul tavolo del Noe di Firenze, il Nucleo Operativo Ecologico dei carabinieri, già da qualche mese. Era stata presentata dall'«Unione amici del cane e del gatto» del capoluogo e faceva riferimento a un canile del Valdarno. Si parlava di maltrattamenti agli animali, denutrizione e sovraffollamento dei box. Si citava anche la testimonianza di un anonimo collaboratore: «Non è raro - aveva spiegato ai volontari che, pur di visitare la struttura, si erano finti clienti - trovare al mattino un cucciolo sbranato all'interno delle celle».
Il blitz è scattato giovedì. E le gabbie della «Lucky Animals», diecimila metri quadrati trasformati in una pensione per cani lungo la provinciale del Botriolo, sono state poste sotto sequestro. «Era una decisione scontata», commenta la sezione valdarnese dell'Enpa. Eppure è dovuta intervenire un'associazione del capoluogo per far scoppiare il caso. Le segnalazioni delle presunte sevizie sono arrivate agli «Amici dei cani» da alcuni residenti di un comune dell'hinterland fiorentino convenzionato con la struttura. Perché la «Lucky Animals» si è aggiudicata 26 gare d'appalto in mezza Toscana per diventare il rifugio dei randagi. Il Comune di Terranuova, ad esempio, ha stanziato nell'ultimo bilancio 80 milioni per la Lucky. «In questo settore - precisa il sindaco Pasquini - il privato si è rivelato un appoggio indispensabile. La 'Lucky Animals' è il solo canile del Valdarno e va sistemato subito».
I carabinieri hanno dato al proprietario, Stefano Noferi, una settimana di tempo per provvedere all'ampliamento della struttura. «Sono anni che avrei voluto ingrandire il canile, ma il Comune non me lo ha permesso», accusa Noferi. «Ma solo perché l'iter per una variante al Prg è complessa», risponde Pasquini. In dieci anni di vita, il canile del Botriolo non ha mai smesso di essere al centro delle polemiche. Accusato dai difensori dei randagi di essere una sorta di lager, è stato oggetto di ispezioni, indagini e interrogazioni. Persino il consiglio regionale se n'è occupato e, dopo una verifica, ha sentenziato che tutto era in regola. «Nonostante le mille calunnie degli animalisti, siamo sempre qui», afferma Noferi. A suo dire, dai comuni riceve solo spiccioli, si prende cura dei cani per passione e vede una cospirazione organizzata da chi «ha fiutato tardi l'affare delle pensioni per cani».
«Sì, l'idea del complotto è credibile - appoggia Noferi la presidente dell'Associazione amici del cane di Campi Bisenzio, Patrizia Fabbri - Due anni fa anche al nostro canile è toccata la stessa sorte di 'Lucky animals', ma ci sono strutture, come quella gestita dall''Unione amici del cane e del gatto', in condizioni molto peggiori, eppure continuano a rimanere aperte e ad ottenere convenzioni. Mi chiedo solo questo: se quelle di Campi e Terranuova erano così fatiscente perché non sono stati chiusi?». Replica l'Enpa: «Non c'è nessun accanimento nei confronti di un privato che rispetta la legge». Insomma, è scoppiata la guerra dei volontari, mentre il sequestro, se non altro, ha riportato alla ribalta l'ipotesi del canile consortile.

Giacomo Gambassi



10 Marzo 2002

SOS ANIMALI

«Il canile sta morendo»

di Nadia Menchi

ROSIGNANO. Nonostante l'articolo del 07/1/2002 del Tirreno riguardante la imminente chiusura del rifugio Lega nazionale difesa del cane (L.N.D.C.) Poggiarino per mancanza di fondi, le autorità competenti insistono ad essere sorde e cieche.
Solo poche persone tra le più sensibili ci hanno contattato telefonicamente dando piccoli contributi in cibo per cani e adottandone uno per compassione.
Vorrei mettere in luce che il rifugio di primo soccorso - sito in 2 ettari di terreno con la struttura di 15 box, strada 200 mt, cortile di 450 mtq e fornito di acqua e luce - è di nostra proprietà e costruito esclusivamente con il danaro occorso solamente di tasca nostra. Nessun ente ci ha dato nulla.
Sono da anni anni membro responsabile e attivista di questa associazione che opera da oltre 50 anni su tutto il territorio nazionale in difesa dei randagi e da 10 anni chiedo e lotto contro muraglie e mulini a vento.

Metto a conoscenza che centinaia sono i cittadini che si lamentano per queste inadempienze da parte di chi può avere il potere di risolvere il problema. Non possiamo intrigarci nella politica e burocrazia perché la nostra associazione è apartitica e apolitica.
Quante sono le persone che purtroppo hanno problemi con l'animaletto di casa? La nosta attività sociale riesce molte volte a risolvere anche situazioni che interagiscono con natura-ambiente-uomo-animale risolvendo situazioni drastiche nei confronti di persone anziane, handicappate o persone che subiscono trasferimenti di luogo dove l'animale che ha dato loro affetto per anni non verrebbe accettato. Quindi non solo randagismo. Facciamo questo per evitare appunto storie burocratiche lunghissime che per legge dovrebbe risolvere l'ente comunale preposto.
Sempre per legge ogni animale rinvenuto sul territorio (randagio abbandonato) è di proprietà del sindaco. Allora perché il signor sindaco non pensa al mantenimento dei 24 cani e 25 gatti del medesimo rifugio che grava sulle spalle di noi volontari? Il Comune di Rosignano negli ultimi anni ha sviluppato il suo aspetto nella realizzazione di nuove strade di comunicazione, rotatorie, iniziative culturali e congressi al castello Pasquini ecc...
Tutte cose belle, sì daccordo, ma in caso di necessità si potrebbero comunque evitare tante feste e danze solo per scopo di divertimento e pensare anche una volta a chi non ha voce per difendersi. Concludo menzionando l'introito di «Scapigliato» per non parlare del futuro porto nascente. Non vorrei essere cattiva e magari fraintesa, ma allora i soldi ci sono!
Siamo disperati!


9 Marzo 2002

SAN DONA'

«Mi hanno venduto un gatto malato»

Si ripetono i casi di incuria. Ecco i consigli del veterinario

Monica Vello

SAN DONA'. Si è aperta una fessura nel vaso di Pandora e da lì stanno sgorgando episodi dai contorni inquietanti. Al centro della scena sono gli animali, vittime dell'incuria e dell'irresponsabilità umana. Ed ecco che, dopo il caso sollevato da Tiziana Baradel, comincia ad emergere un quadro dai risvolti raccapriccianti. Solo pochi giorni fa, infatti, è stata raccontata la triste vicenda del volpino italiano che la Baradel aveva tentato di salvare da una forma di gastroenterite virale dopo averlo scorto sofferente in un negozio del centro che vende cibi e complementi per animali.
Inutili i tentativi del veterinario di fiducia della signora che, dopo aver fatto il possibile, se l'era visto morire in ambulatorio. Adesso arriva la denuncia di un altro sandonatese, Giampaolo Striuli, che aveva acquistato nello stesso negozio un gatto di razza persiana. «Era il periodo delle fiere - dice Striuli - quando mi sono recato proprio in quel negozio per acquistare il gatto. Mi è stato detto che aveva circa due mesi anche se in seguito ho scoperto che aveva poco meno di un mese.

Il veterinario Alessandro Lazzarato

Il commerciante me l'ha venduto per 450.000 lire ed io me lo sono portato a casa. E' stata questione di ore e il gatto ha cominciato a dar segni di sofferenza. L'ho portato subito dal veterinario che ha accertato sintomi acuti di disidratazione ed inedia. In sostanza, per molto tempo non era stato nutrito adeguatamente e regolarmente. Sta di fatto che, dopo qualche giorno, il gatto è morto e a me non è rimasto altro che la perdita dell'animale e dei soldi spesi per l'acquisto e le cure mediche che sono ammontate a circa 250.000 lire. Leggendo l'altro giorno sulla Nuova la storia del volpino ho pensato che fosse giusto raccontare anche questo episodio per mettere sull'avviso la gente che intende acquistare un animale».
Bisogna andar cauti, quindi, non basta innamorarsi di un musetto grazioso o di un cuccioletto che non vede l'ora di essere adottato. Come in tutte le cose ci sono regole da seguire, legate al buonsenso e ad una corretta informazione. Ecco i consigli di un esperto, Alessandro Lazzarato. «Innanzitutto - dice il veterinario - bisogna tener presente che esistono varie possibilità per procurarsi un animale (allevamenti, negozi, canili, gattili, ecc.). Per avere informazioni ci si può rivolgere ai veterinari e alle associazioni animaliste o consultare riviste di settore. Al momento dell'acquisto bisogna richiedere al venditore la provenienza, farsi rilasciare una ricevuta, utile in caso di controversie, far visitare subito l'animale dal veterinario di fiducia e cercare sempre di vedere il luogo dove è nato, i genitori e le condizioni generali del posto. Usare sempre il buonsenso, non farsi condizionare troppo dalle emozioni e soprattutto informarsi. Piuttosto di commettere uno sbaglio è meglio fare un viaggio o una telefonata in più». Per evitare spiacevoli sorprese.


11 Marzo 2002

Canile, oggi giornata decisiva

La Lav precisa: cifre inesatte

 

Oggi sarà la giornata decisiva per la vicenda dei cani di Porcia "spariti" dal canile di Villotta di Chions. Il consigliere Mario Paronetto si recherà infatti al canile per prelevare i cani mancanti. Se non saranno consegnati, scatterà la denuncia alla Procura. E le autorità sono in attesa di conoscere anche i risultati del blitz compiuto venerdì dai carabinieri, che si sono recati al canile in compagnia dei loro colleghi del Nasi di Udine.
Intanto, in relazione all’articolo comparso sul "Messaggero" di sabato che riportava le dichiarazioni del consigliere comunale Paronetto, la Lav precisa che « l’associazione non ha mai dichiarato che dal canile di Villotta di Chions siano scomparsi 1500 cani. La Lav ha constatato che, visti i dati forniti dalle Ass competenti relativi ai cani entrati e usciti dai canili tra il 1995 ed il 1999, in Friuli si sarebbero perse le tracce di 1534 cani. Di questi 1534, 1171 riguardano la provincia di Pordenone. Su tale strana situazione la Lav ha da tempo presentato un esposto alla magistratura».

GAZZETTA DI PARMA
12 Marzo 2002

Rinvenuti da un vigile. Indagini del Comune, allarme dell'Enpa

Bocconi-killer in centro

Tre salamini avvelenati trovati in borgo San Biagio

 

Boccone avvelenato in pieno centro. Tre salamini al topicida sono stati trovati l'altro giorno in borgo San Biagio, a pochi passi da via Cavour.

A scoprirli è stato un vigile urbano mentre _ non in servizio _ era a passeggio con il suo cane. «Un episodio inquietante, gravissimo, mai accaduto prima d'ora in città» ha commentato Lella Gialdi, presidente provinciale dell'Enpa, l'Ente protezione animali, a cui il vigile ha richiesto l'intervento, immediatamente dopo la scoperta del boccone «sospetto».

«L'animale - racconta la presidente, riportando la testimonianza del vigile - ha cominciato a tirare il guinzaglio, attirato dalla presenza in terra di tre salamini. Il padrone insospettito ha trattenuto a fatica la cagnetta, di nome Jenny, e ha portato a controllare il boccone. Le analisi eseguite dall'Istituto zooprofilattico di Brescia hanno rivelato che all'interno dei salamini era stata iniettata una forte dose di Romadiolone, un potente topicida che provoca la morte sicura».

Chi può avere messo quel boccone in borgo San Biagio? E chi lo ha fatto, chi voleva «colpire»? Secondo Lella Gialdi l'episodio non può che mettere a nudo la conflittualità esistente fra i proprietari di cani e gli altri cittadini. «E' necessario creare una cultura di tolleranza e rispetto per evitare questa conflittualità - dice Lella Gialdi - e i primi devono essere proprio i proprietari degli animali a rispettare le regole imposte dalle ordinanze comunali e a lasciarli liberi negli appositi spazi».

L'episodio di borgo San Biagio è un fatto isolato o è riconducibile ad analoghi episodi accaduti in questi giorni a Fidenza?

«Sicuramente si tratta di un caso isolato commesso da qualcuno inviperito con qualche padrone, per l'abbaiare del cane o perché magari gli ha sporcato davanti a casa; un atto dimostrativo fortunatamente fallito, che però non va per niente sottovalutato».

E il Comune per primo non intende sottovalutare l'episodio: per questo, infatti, sono già stati messi in atto accertamenti e indagini per dare un nome e un volto all'autore del gesto.

La guerra agli autori di gesti simili va di pari passo a quella contro i maltrattamenti verso gli animali e gli abbandoni. In passato venne trovato un pitone in autostrada. «Recentemente un nostro volontario ha trovato in via Zarotto un coniglio domestico, di quelli che si comprano alle fiere da tenere in gabbia _ racconta la presidente _ e ora a chi dobbiamo affidarlo?». L'animale zampetta negli uffici dell'Ente in attesa di essere adottato da qualcuno.

gi.effe


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